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Milano, 5 agosto 2015 - SEA SpA -

Milano, 5 agosto 2015 - SEA SpA - - FLAI Trasporti e Servizi

COMUNICATO AI LAVORATORI DEI SETTORI AMMINISTRATIVI 

Tra qualche giorno inizierà il periodo di ferie forzate per tutto il personale ammnistrativo di SEA. Per il secondo anno consecutivo l’Azienda ha imposto due settimane di ferie (quasi la metà dell’intera dotazione annuale) ai propri dipendenti, nonostante la contrarietà e i pressanti richiami del sindacato ad affrontare il tema, espressi anche attraverso due richieste formali di incontro, mai riscontrate da SEA.

Questo atteggiamento di SEA nei confronti della macro area amministrativa (centinaia di addetti sui due scali) risulta incomprensibile e ingiustificato, soprattutto in considerazione della disponibilità sindacale ad individuare percorsi alternativi per lo smaltimento ferie e, da un punto di vista generale, se si pensa che l’area amministrativa è ferma, dal punto di vista della contrattazione di secondo livello, da tempo immemorabile.

Negli ultimi anni, a partire dal de-hubbing di Alitalia da Malpensa del 2007, tutti i lavoratori del gruppo SEA hanno affrontato un percorso difficile, contraddistinto dall’uso massiccio di ammortizzatori sociali e di misure atte a contenere il costo del lavoro. Il personale amministrativo ha fatto la sua parte di sacrifici ed è andato oltre, subendo un ulteriore anno di ammortizzatori sociali (attraverso il contratto di solidarietà), quando il resto di SEA li aveva interrotti.

Tutte queste scelte, incluse quelle sull’obbligo delle ferie ad agosto, non sempre condivise con le RSU e con il Sindacato, oltre a determinare un peggioramento della qualità del rapporto vita-lavoro, hanno anche generato un ulteriore aggravio economico per questa fascia di personale, banalizzato i ruoli ricoperti, la professionalità e le attività svolte quotidianamente, cherendono l’azienda florida, remunerativa per gli azionisti  e competitiva.

In un’Azienda come SEA, che opera 365 giorni l’anno, non è logico ritenere di potere fermare l’attività amministrativa per 15 giorni, salvo poi ricorrere ai richiami in servizio o “favorendo” alcuni prescelti a presidio, peraltro costretti a operare in condizioni ambientali non idoneeper  l’arresto dei climatizzatori all’interno degli edifici, a causa gli asseriti risparmi e razionalizzazioni.

Con scelte come queste, in realtà, si tratta di garantire traguardi e obiettivi diversi, che hanno il sapore di una continua sfida a ridurre la qualità di vita dei lavoratori, a riproporre modelli che non favoriscono la partecipazione e svuotano il senso di appartenenza.

Processi che potrebbero essere governati con una gestione ordinaria da parte delle unità e uffici dove si svolge la prestazione lavorativa, quale deve essere l’organizzazione del lavoro, la programmazione e la fruizione delle ferie, dei residui cumulati per non certo per scelta dei lavoratori, vengono trattati come sfide e medaglie da appuntarsi alla giacca.

A questo contesto si aggiungono, andando a comporre un quadro ancora più preoccupante,  le ricorrenti voci, riprese anche dai giornali, in merito ad uno spostamento degli uffici amministrativi da Linate a Malpensa, scenario questo che avrebbe conseguenze letteralmente devastanti sulla vita di centinaia di lavoratrici e lavoratori.

Per tutte queste ragioni FILT-CGIL  FIT-CISL  UIL-Trasporti  e FLAI-TS ritengono che a settembre debba partire un confronto serio  e accurato che metta al centro non solo i savings richiesti da SEA ma anche le esigenze del personale amministrativo, per troppo tempo bistrattato e ritenuto “ventre molle” dell’azienda invece che risorsa insostituibile nel percorso di arricchimento (non solo professionale) di SEA.

 

Milano, 5 agosto 2015

 

 

FILT-CGIL  FIT-CISL  UIL-Trasporti  FLAI-TS 

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